di Anna Fini

13.1. 

Luigi Crescimbeni, oltre a essere stato un protagonista di primo piano della Resistenza, ne è stato un instancabile testimone, soprattutto tra i giovani e gli studenti delle scuole elementari e medie di San Giorgio di Piano, nonché attivo protagonista nell’Anpi provinciale e sangiorgese.
Ha dedicato anche il suo impegno civico alla politica, come rappresentante del Pci locale, e ha assunto ruoli istituzionali nella nostra comunità.

Eletto Consigliere comunale, proprio nelle fila del Pci, nel novembre del 1964 fece parte, tra i vari incarichi, della commissione deputata a proporre al Consiglio comunale le intitolazioni delle nuove strade. In quel periodo di espansione urbanistica, si erano create nuove vie che si vollero intitolare alle città martiri del secondo conflitto mondiale, e alle figure rappresentative nell’ambito locale.
Nuovamente eletto nelle elezioni amministrative successive, nel 1970, ricoprì il ruolo di vicesindaco e assessore comunale: a lui furono affidate le deleghe ai problemi del lavoro e alla sicurezza sociale. Nelle elezioni del 1975, fu di nuovo eletto Consigliere comunale, ricoprendo in quel mandato amministrativo la carica di capogruppo del Pci.

Nel 1989, Luigi venne nominato dal Consiglio comunale componente del Consiglio d’Amministrazione della Casa protetta “Francesco Ramponi”, ricoprendo a lungo la carica di presidente. Nel 1998, sotto la sua presidenza, la struttura fu ampliata e rinnovata con più spazi dedicati alle prestazioni per gli ospiti e più
servizi, quali il “Centro diurno” e, qualche anno dopo, l’innovativo servizio degli “Appartamenti protetti”. Luigi Crescimbeni rimase in carica sino al 2007, quando le normative nazionali e regionali sciolsero le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, iniziando un percorso graduale di fusione delle vecchie Ipab del
territorio per confluire in un’unica Azienda di servizi alla persona, Asp, per la gestione di tutti i servizi per gli anziani.

13.2. “Gigi”, compagno sincero, vero amico della gente

Protagonista della Resistenza a San Giorgio di Piano, la sua testimonianza essenziale e onesta era assai apprezzata dal mondo della scuola. Pubblico amministratore e figura di primo piano nel volontariato solidale

Partigiano, amministratore pubblico, dirigente dell’Anpi provinciale di Bologna, Luigi Crescimbeni nasce a San Giorgio di Piano il 23 settembre 1925. Operaio nello stabilimento metalmeccanico Barbieri di Castel Maggiore, il 25 luglio 1943 partecipa all’azione di apertura dell’ammasso del grano in paese, con conseguente
equa distribuzione del cereale a cittadini e contadini.

Dopo l’8 settembre aderisce alla Resistenza. L’incontro con Araldo Tolomelli, responsabile dei gruppi partigiani della zona, favorisce la sua entrata nella Squadra di Azione patriottica (Sap) della 2ª Brigata Garibaldi “Paolo” di San Giorgio, e ben presto gli viene affidato il compito di organizzatore. Il suo nome di battaglia è “Tre”. Nell’autunno 1944 partecipa al disarmo del presidio fascista del territorio e al recupero delle armi.
Fece parte del gruppo di sabotaggio che paralizzò con l’esplosivo una officina meccanica costretta a lavorare per gli invasori nazisti. Nel dopoguerra, è stato amministratore locale e vice sindaco del Comune; negli anni Ottanta presidente della Casa protetta “Francesco Ramponi”, incarico che ricoprirà in assoluta gratuità per tanti anni. Nel 1994 viene eletto segretario provinciale dell’Anpi, ruolo ricoperto per vent’anni e da cui si dimetterà per ragioni di salute. Non era difficile parlare con lui di politica, poiché era sempre attento alle vicende del nostro Paese, con spirito critico ma sempre in maniera concreta e costruttiva.

Molto legato ai suoi compagni del Battaglione Tampellini, dedicato a due fratelli della vicina Argelato: Renato, 20 anni, fornaio, militante della 2ª “Paolo”, fucilato dai fascisti il 9 ottobre 1944 a Funo, e Galliano, anni 18, muratore, 66ª Brigata Garibaldi “Jacchia” operante sulle alture bolognesi, caduto in combattimento pochi giorni prima, il 5 ottobre. Ha svolto inoltre un compito importante, recando testimonianza della Resistenza nelle scuole del territorio assieme a Cesarina Gruppioni, “Lola” il suo nome di battaglia, che perse la sorella Jolanda e la madre Luigia Silvagni per mano tedesca nel podere Dardi, alla vigilia della Liberazione. Essa cucì lo stendardo del gruppo partigiano nel quale militava con Luigi. Crescimbeni è stato molto impegnato nella salvaguardia e nell’utilizzo del Parco della Memoria Casone partigiano di San Pietro in Casale, inaugurato il 25 aprile 2006 – dedicato alla memoria del partigiano Alfonsino Saccenti – frutto della collaborazione tra undici Comuni della zona e l’Anpi. Di particolare interesse naturalistico per la ricchezza e la varietà della flora e della fauna, la struttura si trova nell’ambito di un’oasi di circa dieci ettari. Si tratta di un isolotto al centro di una zona un tempo paludosa, dove ha avuto sede il comando della 2ª Brigata Garibaldi “Paolo” ed è stato luogo di uno scontro violentissimo il 22 aprile 1945, con i tedeschi in ritirata.
Nel Casone Luigi ha incontrato numerose classi di studenti, spiegando loro gli eventi accaduti nella zona, la storia nazionale durante la Lotta di Liberazione e i valori che hanno dato vita alla nostra Repubblica.

Nel giugno del 2009, grazie al suo impegno, venne inaugurato il “Sentiero della Costituzione”, presso il parco della Pace in via Fosse Ardeatine a San Giorgio, dove una serie di pannelli espone i primi dodici articoli della Costituzione repubblicana, i principi fondamentali della convivenza civile. Come lo chiamava lui: “Un vero investimento a difesa dei valori della Democrazia”. Luigi era molto attento ai rapporti con le istituzioni e con i rappresentanti delle Forze armate, con i quali ha sempre mantenuto feconde relazioni di collaborazione nelle celebrazioni della Resistenza, fermamente convinto com’era dell’importanza dell’attribuzione del riconoscimento militare alla Lotta di Liberazione.

 

Tratto da Resistenza, Organo dell’Anpi provinciale di Bologna – Anno XIII, n° 3, settembre-ottobre 2015.